C’è un filo sottile che unisce la moda al movimento.
È fatto di gesti, ritmo, equilibrio e trasformazione. Una coreografia silenziosa che, stagione dopo stagione, si ripete e si reinventa, dando forma a qualcosa di sempre nuovo.
È anche attraverso questa idea di movimento che si può leggere il rapporto, lungo più di un secolo, tra Chanel e il mondo della danza. Un legame nato con Gabrielle Chanel e ancora oggi parte della visione della Maison.
Per Gabrielle Chanel il movimento era libertà. L’abito non doveva costringere il corpo, ma accompagnarlo, seguirne i gesti e assecondarne la naturalezza. Coco Chanel considerava la danza una disciplina capace di mettere in discussione i codici del proprio tempo e ne condivideva quella tensione verso un’eleganza libera, affrancata dalle convenzioni. Gli abiti, diceva, dovevano essere “vivi e mobili quanto la donna che li indossa”.
Non sorprende, dunque, che il suo modo di creare – lavorando direttamente sul corpo delle modelle – abbia trovato nella danza un’affinità così naturale: entrambe mettono il corpo e la libertà di movimento al centro della creazione.
Quella stessa libertà è ancora oggi al centro dell’identità creativa di Chanel. La Maison è Mecenate Principale dell’Opéra di Parigi dal 2023 e nel 2025 è diventata Mecenate Straordinaria del progetto di ristrutturazione dell’istituzione.
Un impegno che si traduce anche nel sostegno alla creazione contemporanea e alle nuove generazioni di interpreti, come dimostra la collaborazione con il Paris Opéra Junior Ballet durante la sua residenza a Orsolina28.
Nato nel 2024, il Paris Opéra Junior Ballet riunisce ventiquattro danzatori tra i 18 e i 23 anni, selezionati attraverso un concorso e inseriti in un percorso di formazione professionale della durata di due anni. Più che una semplice compagnia, il progetto nasce come uno spazio di passaggio tra la formazione e la professione, con l’obiettivo di accompagnare giovani talenti nel loro ingresso nel mondo professionale e, al tempo stesso, di ampliare e diversificare il futuro del Balletto dell’Opéra di Parigi.
La residenza a Orsolina28 si inserisce proprio in questo momento di crescita e ricerca.
Nel cuore del Monferrato, tra le colline e i vigneti del paesaggio vitivinicolo riconosciuto dall’UNESCO, Orsolina28 Art Foundation è qualcosa di più di un luogo destinato alla performance: è uno spazio in cui gli artisti possono fermarsi, lavorare, sperimentare e lasciare che un’idea trovi il tempo necessario per diventare opera. Fondata nel 2016 dall’ex danzatrice Simony Monteiro, la Fondazione nasce con una vocazione precisa: creare opportunità e condizioni concrete perché gli artisti possano sviluppare il proprio lavoro, mettendo in relazione creazione, formazione e incontro.
Qui il processo creativo ha la stessa importanza del risultato.
Coreografi e compagnie possono trascorrere periodi di residenza dedicati alla ricerca e alla produzione, lontano dai ritmi della rappresentazione immediata. Al termine, il lavoro può aprirsi al pubblico attraverso prove, incontri e spettacoli, trasformando ciò che normalmente rimane dietro le quinte in un’esperienza condivisa.
È una filosofia che si riflette anche nella struttura stessa di Orsolina28: studi professionali, spazi per le performance, luoghi dedicati alla residenza e alla formazione convivono all’interno di un unico ecosistema immerso nella natura.
La danza ne è il cuore, ma non l’unico linguaggio.
La Fondazione sviluppa infatti progetti legati alla musica e alle arti performative, programmi di formazione rivolti a professionisti e amatori, attività per bambini e ragazzi e iniziative che utilizzano il movimento come strumento di relazione, inclusione e benessere. La dimensione sociale è parte integrante di questa visione. Attraverso collaborazioni con diverse realtà del territorio e organizzazioni impegnate nell’ambito dell’infanzia, della disabilità e della fragilità sociale, Orsolina28 porta l’esperienza artistica anche al di fuori dei tradizionali circuiti culturali. L’arte diventa così un’occasione di incontro, uno strumento per creare connessioni e un modo per abitare il territorio.
Natura, cultura e comunità non sono quindi elementi separati, ma parti di uno stesso progetto. È questa forse la prerogativa di Orsolina28: non soltanto offrire uno spazio agli artisti, ma costruire intorno alla creazione un ambiente capace di nutrirla.
Ed è proprio in questo contesto che il Paris Opera Junior Ballet ha trovato lo spazio per la propria residenza.
Il percorso si è concluso con una prova aperta al pubblico articolata in tre lavori firmati da Julian Nicosia, Anna Hop e William Forsythe.
Tra questi, Eternal Rift, prima creazione coreografica di Julian Nicosia per l’Opéra di Parigi, esplora quello spazio sospeso tra il tocco e il distacco, tra il trattenere e il lasciare andare. Per l’occasione, i costumi di scena sono stati realizzati da Matthieu Blazy per Chanel, riportando al centro quel dialogo tra corpo, abito e movimento che appartiene alla storia stessa della Maison.
Nicosia aveva già lavorato con i danzatori del Balletto dell’Opéra di Parigi attraverso diversi workshop e aveva presentato Eternal Rift per la prima volta al pubblico nel 2025, a Kuala Lumpur, sulle musiche di Janiv Orona e Michael Anklin.
Il lavoro dei giovani interpreti si è trasformato anche in un’occasione per osservare da vicino quella relazione tra moda e movimento che Chanel coltiva da decenni. Negli anni Venti
La storia comincia negli anni Venti, quando Gabrielle Chanel entra in contatto con alcuni dei protagonisti dell’avanguardia artistica europea. Tra questi Sergej Djagilev, fondatore dei Ballets Russes, di cui Chanel sarebbe diventata amica e mecenate.
Nel 1924 arriva Le Train Bleu, balletto per il quale Chanel crea i costumi di scena. Un progetto che sintetizza perfettamente il suo modo di intendere l’abito: non una sovrastruttura, ma qualcosa capace di partecipare al movimento e diventare parte della personalità di chi lo indossa.
La couturière stessa aveva guardato alla disciplina del corpo e alla ricerca di una nuova libertà, entrando in contatto anche con figure come Isadora Duncan, mentre intorno a lei si affermava una generazione di artisti intenzionata a mettere in discussione i codici esistenti.
A distanza di un secolo, Chanel continua a mantenere aperto quel dialogo. Dal sostegno al Gala di apertura della stagione di danza, di cui la Maison è Mecenate dal 2018, al ruolo di Mecenate Principale dell’Opéra di Parigi dal 2023, fino al sostegno al progetto di ristrutturazione dell’istituzione nel 2025, Chanel accompagna la creazione e la trasmissione del sapere.
Il sostegno ad artisti e coreografi come Germaine Acogny, Julian Nicosia, Hofesh Shechter e Lucinda Childs si affianca alle collaborazioni con realtà internazionali come l’École des Sables di Dakar, il Ballet national de Marseille e, oggi, Orsolina28.
Sono percorsi differenti, ma attraversati da una stessa idea: offrire spazio alla ricerca, sostenere le nuove generazioni e lasciare che la creatività continui a trasformarsi.
Forse è proprio qui che Chanel e Orsolina28 si incontrano.
Da una parte, una Maison che ha fatto della libertà di movimento uno dei principi fondativi della propria estetica. Dall’altra, un luogo nato per dare agli artisti il tempo e lo spazio necessari per cercare una voce personale. E al centro, il corpo. Quello che indossa un abito, quello che lo attraversa, quello che attraverso un gesto può trasformare un’idea in qualcosa di visibile. Una coreografia, in fondo, non è mai davvero finita: si trasmette, cambia interprete, cambia spazio e continua a reinventarsi. Proprio come la creatività.








