A Venezia, il giardino immaginato da Tiffany & Co. per il suo Blue Book 2026 ha trovato la sua espressione finale. La Maison ha scelto il Fondaco dei Tedeschi, affacciato sul Canal Grande, per presentare il capitolo autunnale di Hidden Garden, conclusione del percorso di Alta Gioielleria sviluppato durante l’anno intorno alle trasformazioni della natura.
Per l’occasione, gli spazi dello storico edificio veneziano hanno accolto le creazioni tra vetri di Murano lavorati a mano e un allestimento che richiamava i colori di un giardino. Un incontro tra la materia della città e quella dei gioielli, nella quale luce e colore hanno trovato la loro massima espressione.
Firmata da Nathalie Verdeille, Senior Vice President & Chief Artistic Officer di Tiffany & Co., insieme al Tiffany Design Studio, la collezione osserva il mondo naturale attraverso le sue forme e le traduce nel linguaggio dell’Alta Gioielleria. Gemme e metalli sono stati declinati in nidi intrecciati, fiori e frutti, definiti da movimento e volume.
L’heritage della Maison è stato tradotto quindi con riferimenti naturali. Nel capitolo autunnale, l’archivio di Jean Schlumberger diventa materia di reinterpretazione: Dahlia riprende i suoi motivi a nastro per costruire petali intorno alle tsavoriti; Hanging Fruit parte dalla storica clip Two Fruit; Pineapple richiama invece i bracciali smaltati realizzati dal designer nel 1962.
È proprio nel rapporto con l’archivio che Hidden Garden trova uno dei suoi elementi più interessanti. Verdeille guarda al patrimonio di Tiffany & Co. come a un linguaggio capace di continuare a evolversi: forme nate in un’altra epoca vengono riportate nel presente attraverso proporzioni, pietre e lavorazioni nuove. Una continuità che attraversa la collezione senza trasformare il passato in citazione.
Altro protagonista è stato il colore: elemento che ha partecipato alla costruzione di entità e forme. Il giallo dei diamanti Fancy Yellow, il rosso dei rubini del Mozambico, il blu degli zaffiri dello Sri Lanka hanno contribuito a dettarne delle sfumature.
Ma chi ha davvero lasciato il segno è stato il riferimento al mondo animale. Il motivo dell’uccello, fortemente legato alla storia creativa di Tiffany e all’immaginario di Schlumberger, è stato ripreso attraverso le spille Paradise Bird, di 31 e 37 carati. Successivamente, nel Blue Book 2026, flora e fauna sono stati ripensati da Verdeille e dal Tiffany Design Studio attraverso un linguaggio contemporaneo, ma mantenendone vivo il rapporto tra patrimonio e creazione.
La scelta di Venezia aggiunge un ulteriore fascino al racconto. Al Fondaco dei Tedeschi, il vetro di Murano incontra le gemme e il giardino di Tiffany prende forma all’interno di un edificio legato da secoli alla storia della città. Il capitolo che conclude Blue Book 2026 trova così nella città galleggiante uno spazio in cui materia e luce appartengono già al paesaggio.
Hidden Garden chiude il suo percorso trasformando la natura in gioiello e l’archivio in una materia ancora capace di evolversi.








