Dal 2021 Cartier accompagna la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in qualità di Main Sponsor, sostenendo la creazione cinematografica contemporanea nell’ambito dell’impegno della Maison a favore della cultura e della tutela del patrimonio.
All’83ª Mostra questo rapporto si sviluppa con il lancio del Cartier Cinema Club, il nuovo programma internazionale dedicato alla dimensione collettiva del cinema e alle comunità creative che lo rendono possibile: artisti e artigiani, davanti e dietro lo schermo.
Il savoir-faire, elemento centrale nell’identità di Cartier, riunisce competenze e sensibilità attraverso cui una visione prende forma. Nel cinema, questa dimensione vive nell’incontro tra i diversi ruoli che contribuiscono alla realizzazione di un film. Dalla regia alla fotografia, dalla musica ai costumi: ogni competenza contribuisce alla costruzione dell’opera. Così come negli atelier Cartier, professionalità diverse lavorano al servizio di una visione comune.
In questa prospettiva si inseriscono le masterclass The Art and Craft of Cinema avviate nel 2022 in collaborazione con La Biennale e confluite quest’anno nel programma del Cinema Club. Gli incontri sono dedicati al processo creativo e alle collaborazioni che portano alla produzione di un film. A Venezia, Chloé Zhao, regista premio Oscar, e il direttore della fotografia Łukasz Żal hanno raccontato il rapporto tra regia e costruzione dell’immagine, mentre Luca Guadagnino ha ripercorso il proprio lavoro e una ricerca capace di attraversare linguaggi diversi.
A Guadagnino, La Biennale e Cartier hanno attribuito anche il Cartier Glory to the Filmmaker Award 2026, il riconoscimento dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo. La motivazione della Maison richiama il valore delle sue collaborazioni – e il contributo di chi partecipa alla costruzione dei suoi film – come parte integrante di un percorso che ha ampliato le possibilità dell’espressione cinematografica.
Il rapporto tra cinema e musica ha trovato un’altra espressione al Teatro La Fenice, dove Cartier ha riportato La La Land a Venezia a dieci anni dalla première mondiale del 2016. Nell’ambito del Cartier Cinema Club, la Maison ha presentato La La Land in Concert, realizzato in collaborazione con Lionsgate e Hurwitz Concerts. Durante la proiezione, Justin Hurwitz, compositore della colonna sonora, ha diretto dal vivo l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, con il pianista Randy Kerber, alla presenza del regista Damien Chazelle. Cartier ha scelto così di celebrare l’anniversario rendendo omaggio al craft della colonna sonora e agli artisti che l’hanno creata.
Il Cinema Club ha attraversato anche un altro luogo della città, il Gritti Palace, trasformando la Terrazza Redentore in un punto d’incontro dedicato al cinema. Un cinema sotto le stelle che ha proposto una selezione di film curata da Alberto Barbera e dedicata alla storia della Mostra, affiancata da un programma musicale sviluppato con Sugar.
Il legame di Cartier con Venezia passa anche attraverso la salvaguardia del suo patrimonio. La Maison sostiene il Teatro La Fenice e il recupero del Teatro Verde sull’isola di San Giorgio Maggiore. La collaborazione con Orsoni Venezia 1888, storica fornace veneziana, si concentra invece sulla trasmissione dell’arte del mosaico attraverso il sostegno a La Scola, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artigiani.
A San Giorgio Maggiore, durante la Mostra del Cinema, questa cultura del fare ha incontrato Homo Faber 2026 – An Island of Light, la quarta edizione della biennale internazionale dedicata al craftsmanship contemporaneo. La direttrice artistica Es Devlin ha concepito quindici installazioni che riuniscono il lavoro di centinaia di artigiani attraverso un percorso nel quale la luce diventa lo strumento per raccontarne il lavoro.
Tra queste, An Infinite Birdsong, prende ispirazione dalle finestre ad arco di Venezia per creare una voliera immaginaria. Al centro dell’installazione, gioielli a forma di uccelli e insetti, realizzati da artigiani indipendenti e maison internazionali, sono accostati a opere nate da tecniche differenti. Cartier partecipa con creazioni di Alta Gioielleria ispirate al mondo animale, portando nell’installazione il savoir-faire dei propri atelier.
Dal Lido a San Giorgio, il percorso veneziano di Cartier ha messo in relazione il cinema con il craftsmanship. Da una parte, i mestieri che concorrono alla realizzazione di un film, dall’altra, il savoir-faire degli atelier e la capacità della mano di trasformare la materia. In entrambi i casi è il fare che permette a una visione di prendere forma. Dal cinema all’Alta Gioielleria cambia la materia, non il valore del fare.









