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IN TOUCH WITH AMANDA CAMPANA

Tank top AMI Paris; pants Givenchy by Sarah Burton; panties Miu Miu
Digital Cover Amanda Campana
Giacca Marni

Volto giovane, ma già conosciuto dal grande pubblico, Amanda è una di quelle attrici che ha saputo trasformare una passione in un percorso concreto, costruito passo dopo passo direttamente sul set. Dalla spontaneità degli esordi fino al successo con Summertime, ha dimostrato una naturalezza e un’empatia che emergono tanto nei suoi personaggi quanto nel suo modo di raccontarsi. Oggi si prepara a tornare sullo schermo con il film Non è un paese per single – in uscita su Prime Video l’8 maggio – una commedia romantica ambientata nelle suggestive vallate toscane. Protagonista della digital cover di Aprile 2026, in questa intervista Amanda si racconta senza filtri: tra crescita personale, insicurezze e sogni futuri, emerge il ritratto di una giovane donna autentica, ironica e consapevole del proprio percorso.

Amanda, se dovessi descriverti con tre aggettivi, quali sceglieresti?
Mi fa sorridere questa domanda, perché non pensiamo mai all’idea che abbiamo di noi stessi, però è divertente scoprire come ci descriviamo e non come gli altri ci descrivono.
Ti direi: empatica – seppur alle volte anche negativa – un po’ permalosa – nonostante sia una persona che scherza su tutto con tutti – e pacifica. Sì, mi ritengo una persona pacifica, che cerca di trovare un punto d’incontro con tutti.

Il tuo percorso è iniziato quando eri molto giovane: quando hai realizzato davvero che la recitazione sarebbe stata la tua strada?
La recitazione è una mia passione come lo sono anche molte altre cose, mi piace proprio crearmi costantemente nuove passioni. Ho capito che la recitazione sarebbe stata il lavoro giusto per me il primo giorno in cui mi sono ritrovata sul set, perché mi sono sentita totalmente a mio agio. Non ho pensato: “Ma cosa sto facendo? Non sono in grado di farlo”, non ho sentito alcuna pressione. Al contrario, mi sono sentita nel posto giusto.
E mi rendo conto di quanto mi piaccia questo lavoro quando manca, nei momenti di stop, tra un progetto cinematografico e l’altro, capisco quanto vorrei poterlo fare ogni giorno.

Hai dovuto dedicarti molto allo studio prima di ottenere un ruolo oppure, come è accaduto per altri attori, è avvenuto tutto per caso?
Inizialmente mi sono iscritta ad una Accademia, ma dopo poco mi hanno scelta per la serie di Netflix, Summertime, quindi il set è stata in qualche modo la mia palestra. A volte basta essere la persona giusta con il volto giusto.

A proposito di Summertime, il ruolo di Sofia ti ha fatto conoscere al grande pubblico: cosa ti ha lasciato di più questo personaggio?
Il personaggio di per sé lo vedo un po’ come la mia sorellina minore, perché quando ho interpretato il ruolo di Sofia ero più piccola. Quindi quando ne riparlo mi fa tenerezza pensare a lei. Il personaggio non è che poi sia così distante da me, ha tanto di me. Allo stesso tempo sono cresciuta molto da Summertime, a livello umano ma anche a livello professionale, è stato il mio primo lavoro e il mio primo set in assoluto.

Sofia è un personaggio molto importante anche per la rappresentazione LGBTQ+: hai sentito una responsabilità particolare nel portarlo sullo schermo?
In realtà, sento sempre una responsabilità nel momento in cui interpreto un personaggio. A maggior ragione questa volta perché, oltre ad interpretare un ruolo, ho rappresentato una comunità di persone che spesso viene ignorata. Quindi sì, ho sentito la responsabilità, ma non nell’immediato, mentre giravo le scene, dopo. E ho realizzato che avrei potuto sbagliare, era facile sbagliare con un ruolo, per certi versi, così delicato. Credo comunque che il bello di Sofia fosse anche la scrittura del personaggio stesso: non era stereotipato, non viveva il dramma della sessualità. E secondo me, il fatto che non sia stato creato un focus su questo aspetto, ha fatto sì che la rappresentazione del personaggio di Sofia risultasse effettivamente corretta.

A maggio ti vedremo tra le protagoniste del nuovo film Non è un paese per single di Laura Chiossone. Cosa puoi anticiparci senza fare troppi spoiler?
Sarà un film che funzionerà e che piacerà molto, perché unisce tanti elementi a mio avviso “catchy”. Ci saranno queste belle vallate toscane che faranno da cornice a tutta la storia, una storia che parla di amore e di speranza, ma con una linea sempre un po’ comedy. Parliamo quindi di una storia reale in cui c’è tanto amore, ma anche tanta leggerezza. Il giusto connubio che rende questo film vincente.

Come è stato recitare al fianco di Cristiano Caccamo e Matilde Gioli?
Mi sono trovata benissimo a lavorare con loro, sono dei grandi professionisti, così come con tutto il resto del team. Non c’è stata una sola persona con la quale io non mi sia trovata bene. Si è creato davvero un bel clima, perché c’era tanta complicità tra di noi, sia sul set sia fuori dal set. Anche perché abbiamo girato in provincia di Siena, quindi eravamo da soli e abbiamo creato subito gruppo.

Parliamo di moda. Il tuo stile è cambiato da quando hai iniziato a lavorare in questo settore?
Diciamo che, in generale, non mi sento particolarmente affine alla moda, non la comprendo e avrei voluto tanto farlo. Perché secondo me la moda è uno di quei settori in cui o hai talento o non ce l’hai.
Io, per dire, ogni tanto arraffo dei vestiti pensando che possano stare bene assieme, ma alla fine mi guardo e mi rendo conto che la gente si veste molto meglio di me (ride, ndr). Non ho proprio la visione di moda, riesco al massimo ad intercettare quello che non mi piace, e secondo me, invece, soprattutto quando si hanno tanti vestiti nell’armadio, bisogna avere anche la capacità di combinarli con una certa logica e visione. Infatti, quando devo preparare la valigia per un viaggio c’è da ridere. Se devo stare in giro per molti giorni butto dentro un po’ di vestiti senza una precisa logica, ed è più facile, ma quando so di dover stare in giro per pochi giorni e, quindi, devo selezionare pochi e precisi look, mi viene il nervoso. Per fortuna per tutto ciò che riguarda il mio lavoro mi vestono e non sono io a dover decidere cosa mettermi (ride, ndr).

C’è un capo o un accessorio che, però, senti proprio tuo, che ti rappresenta di più?
La canottiera, le porto sempre con me. Prima ero più da maglietta over, adesso che ho iniziato a praticare la pole dance (per via del ruolo che interpreta Amanda nel film Non è un paese per single, ndr) e che, quindi, ho braccia e spalle più toniche, mi sento bene con la canottiera, mi sento più confident.

In un momento storico in cui il successo può arrivare molto rapidamente, ma anche le critiche, come trovi il tuo equilibrio tra aspettative personali e quelle del pubblico?
Mi ritengo molto fortunata, perché sui social ho davvero pochissimo hating. Ogni tanto può accadere che ci siano degli argomenti più sociali o più politici per cui io mi espongo maggiormente e allora, in quel caso, mi arrivano delle critiche, però so che è normale e va bene così. Non è che non mi facciano innervosire, però sono consapevole che fa parte del gioco. Poi, in questo momento, prendo tutto con più filosofia, perché mi trovo in un momento della vita in cui sono molto tranquilla. Ho la sensazione di possedere quasi tutto ciò di cui ho bisogno: ho una famiglia, l’amore, una casa, un lavoro che mi appassiona, quindi sto molto bene. E questa è la base di tutto, se stai bene con te stessa tutto il resto lo vivi in modo differente. Le uniche volte in cui ci rimango un po’ più male è quando arriva quella critica “mirata”, diciamo così, però oggi ritengo di avere gli strumenti giusti per identificare cosa serve per la mia crescita e cosa, invece, no.

C’è un consiglio o un aneddoto che hai ricevuto sul set e che ti porti dietro?
Sì, sul set di Non è un paese per single Cecilia Dazzi è stata un po’ il mio grillo parlante, sapeva dirmi la cosa giusta nel momento in cui ne avevo effettivamente bisogno. Ha saputo darmi i giusti consigli. Quando mi viene in mente una battuta che vorrei dire, se non la dico, sto buttando via un’occasione. Ecco, questo ad esempio è uno di quelli. Sempre lei, che considero una grande professionista e una donna dolcissima, mi ha consigliato anche di non sottovalutare la mia vena comica. Ed effettivamente, pensandoci, ho deciso che dalla prossima volta non perderò l’occasione, me la giocherò di più, se mi viene in mente una battuta non penserò al fatto che, magari, potrebbe non far ridere, ma la dirò e basta.

Qual è l’aspetto meno raccontato di questo mestiere?
La sua discontinuità. Tra un set e l’altro può passare diverso tempo, possono trascorrere molti mesi di stop. Poi certo, più sei un attore rodato e più riesci a garantirti un determinato numero di progetti all’anno. Ma anche questo, non è sempre detto.

Cosa diresti all’Amanda di qualche anno fa, prima che tutto iniziasse?
Le direi che non deve avere fretta di trovare la sua strada perché, step by step, se la costruisce, non la deve cercare.

 

Talent: Amanda Campana @amanda.yr
Photographer: Giuseppe Palazzolo @joepal__
Stylist: Carlo Alberto Pregnolato @carlo_alberto_pregnolato
Stylist ass: Massimiliano Morazzoni @massimiliano_morazzoni
Make up: Giovanni Iovine @gioiovine at @thegreenappleitalia using @maccosmetics
Hair: Dominique Ascione @dominiqueascione__ at @blendmanagement
Producer: Lorenzo Salmone @salmonelorenzo
Casting: Michele Bisceglia @michelebisceglia_ 
Words: Valentina Uzzo @valentinauzzo_
Press Talent: Andreas Mercante @andreasmercante
Agente Talent: Alessandra Lateana Management @alessandralateana_management

Editor in Chief: Andrea Bettoni @_andreabettoni
Fashion Director: Carlo Alberto Pregnolato @carlo_alberto_pregnolato
Digital Content Director: Nicola Pantano @nicolapantano_
Project Manager: Valentina Uzzo @valentinauzzo_

In tutto il servizio Amanda indossa scarpe AGL @aglshoes