ARTE

Sofia Elias in a blob universe

Città del Messico è un luogo in cui la materia gioca. Alcuni designer, passano la vita a rincorrere la perfezione della forma e a studiarla in ogni sua sfaccettatura; Sofia Elias cerca il momento in cui la forma inizia a sfuggire. Le sue resine si piegano, si espandono, si ribellano come organismi capricciosi. Tutto sembra provvisorio, elastico e vivo. Sofia non ama le etichette, né quelle professionali né quelle che ingabbiano un oggetto in una funzione. “Non sento il bisogno di definire ciò che faccio. Mi piace quando la gente non sa esattamente cosa dovrebbe essere un pezzo. Le etichette sono muri. Io voglio che le cose li attraversino.” Nel suo lavoro gioielleria, scultura e design si contaminano. “Il gioco non è stato una scelta, è stata una necessità – ci racconta – è il modo più onesto in cui penso e creo.” Il suo lavoro nasce dal rifiuto dell’idea che un oggetto debba aderire a un progetto chiuso, ma da quella soglia pre-razionale in cui il gesto è ancora intuizione e tutto può ancora cambiare. I Blobb rings, le sculture indossabili, gli oggetti che sfidano la propria funzione condividono questa qualità sospesa.

L’incompiutezza, per lei, è una forma di sincerità: ciò che non è finito può ancora dire la sua verità. In quest’ottica, anche l’errore è parte del linguaggio. “Una sbavatura non interrompe il processo: lo invita, è il materiale che vuole parlare”, spiega. Nella sua pratica, la deviazione non è difetto ma identità. Una dichiarazione contro l’idea che persone e oggetti debbano rientrare in contorni rigidi. Il colore, per lei, arriva prima delle parole. “A volte nasce da un’emozione, altre da un luogo, altre ancora da un pigmento che quel giorno si comporta in modo imprevedibile. Non lo forzo mai. Il colore è pura intuizione.” Anche in questo caso, è gioco, ma anche disciplina istintiva.

Il corpo invece, anche quando non si vede, è sempre presente: nell’invito al tatto e nel modo in cui un oggetto immagina di appoggiarsi alla pelle. “Mi interessa quella coreografia invisibile che nasce tra il pezzo e il corpo”, dice. Un rapporto fatto di gesti, frizioni, micro- adattamenti, in cui corpo e oggetto si modellano a vicenda: una relazione continua, più che una forma risolta.

L’estetica eccentrica di di Sofia Elias , irriverente, anti-minimalista, germoglia dalla stessa logica vitale ddi Città del Messico: un luogo dove l’eccesso è norma, dove l’improvvisazione non è errore ma metodo, dove ogni superficie è un collage di tempi e colori. “Quello che sento più vivo della mia identità messicana è la libertà con cui trattiamo i materiali”, ci dice. “Niente è troppo prezioso per essere sperimentato.” CDMX è una città che non ha paura di essere troppo, è una metropoli che cambia ogni giorno: liquida, in perenne movimento, ipersensoriale. Una città che accetta il caos come condizione naturale e che trasforma l’imperfezione in estetica. In questo contesto, le resine di Sofia Elias non potevano che comportarsi così: sciogliersi, deformarsi, rinascere. Ogni oggetto è una piccola traduzione materiale di questa città dove tutto si accumula e si reinventa. L’umorismo a Città del Messico, penetra le cose: la serietà non è obbligatoria e l’esagerazione diventa un linguaggio visivo quotidiano. Sofia lo ritrova nella sua pratica, che rifiuta l’uniformità e il minimalismo globale. “Non accetto l’idea del minimalismo pulito come lingua corretta. Il mio lavoro insiste sull’eccesso, sulla contraddizione, sulla texture, sull’emozione.” Nulla è neutro, nulla è timido, nulla è esattamente ciò che sembra ed è proprio questa convivenza tra caos e inspiegabile equilibrio, che lega profondamente le sue creazioni alla città. Come CDMX, anche il suo lavoro non pretende di essere compreso subito: chiede di essere toccato, attraversato e vissuto. Invita a godere del momento prima che la forma si fissi, quando tutto è ancora possibile.

Project: Sofia Spini e Giorgia Calia @sofispini @giorgiaacaliaa
Words: Giorgia Calia @giorgiaacaliaa
Talent: Sofia Elias @sofiahellyes
Digital Director: Giulia Pacella @giupac79