Se gli chiedi qual è il suo sogno nel cassetto, risponde che in quel cassetto possiamo trovare musica, amore e vita. Dustin Phil, 30 anni, dj resident del Volt di Milano, performer e producer, da oltre un anno legato ad Alice Pagani (@opheliamillaiss), è un creativo poliedrico, occhi azzurri e fisico da paura, irriverente al punto giusto e proiettato verso il futuro.

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Ciao Dustin, ti va di presentarti?
Ciao The Collector. Sono un sognatore, musica dipendente e creativo. Dj, performer e producer. Cresciuto a Salò, sul lago di Garda, posto meraviglioso, dove ho potuto sperimentare e ascoltare me stesso. Dopo aver viaggiato, provato il sapore di diverse città, ho deciso di mettere le mie radici a Milano. Da qualche mese mi sono trasferito fuori città, in campagna. La natura è parte di me come io di lei, la rispetto e faccio il possibile per proteggerla. Sono appassionato di ogni forma d’arte e di tutto ciò che mi suscita emozioni forti e profonde.

In quali club sei dj resident attualmente?
Attualmente sono dj resident del Volt club di Milano. Più che un club posso definirlo “casa”. L’impianto audio/luci è di altissima qualità. Negli ultimi sette anni, mi ha dato modo di fare  le mie migliori performance, di condividere la console con artisti internazionali, di provare in anteprima le mie demo e quelle di altri miei cari colleghi. La direzione artistica di Tommaso Dibello, nonché mio agente, rende il club unico nel suo genere, proponendo mensilmente un programma rilevante nella scena musicale.

Della tua musica si dice che spazi dall’elettronica dark alla techno più ruvida e potente, sei d’accordo?
Mi è sempre piaciuto sperimentare con la musica, trovare sonorità che siano il riflesso delle mie emozioni. È sempre stata una salvezza, un posto sicuro nei momenti più complicati. Attraverso di essa posso trasformare il dolore, la frustrazione e la malinconia nel genere di musica che amo fare: un’elettronica dark, caratterizzata da bassi profondi, archi modulati, batterie compresse e vocalità melodica. La musica techno ha dato voce alle urla che rimbombavano nella mia testa. La cultura di questa musica è pura, vera e molto intensa. La musica che suono racconta il mio lato più intimo, quello che con le parole non è sempre facile esprimere.

Cosa pensi della scena clubbing italiana? E dell’estero?
Dopo tanti alti e bassi, la scena italiana è finalmente in crescita. Il pubblico sta diventando sempre più esigente e i club raggiungono degli standard sempre più alti. Abbiamo ancora un aspetto “italiano piacione” che spero presto lasci posto a qualità e cultura, come in altre città nord europee. Prediligo città come Londra o Berlino,  dove l’interesse per la scena clubbing e le performance è più concreto.

Con quali artisti ti piacerebbe collaborare?
Mi interessa collaborare con artisti maturi, con tecniche consolidate e qualità ricercate, dove posso imparare sempre qualcosa e dove posso crescere musicalmente. Mi piacerebbe collaborare con Jordan Rakei, la sua voce ha dei colori molto intensi, ma allo stesso tempo delicati. E con Overmono, hanno un passo U.K. iconico che ultimamente mi sta influenzando molto.

E per chi ti piacerebbe suonare?
Mi sto concentrando per esibirmi nei festival e nei teatri. In ambienti dove musica, arte e publico diventano un‘unica energia.

Obbiettivi per il futuro?
Trasmettere la mia arte in tutto il mondo. Aprire un’etichetta discografica innovativa, radicale e dare la possibilità a talenti emergenti di esprimersi. Produrre colonne sonore. Visitare posti dove non sono mai stato. Non mangiare più carne.

Qual è il tuo rapporto con il mondo della moda?
La musica è  in continua evoluzione  come lo è anche la moda: le due cose sono interconnesse l’una con l’altra. Qualche volta  si trovano su binari paralleli, altre corrono in maniera del tutto slegata, se non in antitesi. Come performer, mi sento a mio agio nell’esprimermi mostrando ogni parte di me raccontando una storia o, ancora meglio, trasmettendo un messaggio. Ho lavorato tanto nella moda come soggetto di campagne pubblicitarie, editoriali e sfilate. Con Vivienne Westwood ho fatto di tutto, per me è stata una grande fonte d’ispirazione, una mentore con la quale ho maturato il concetto della moda anticonformista, l’importanza nel messaggio che si vuole trasmettere e il rispetto per l’ambiente. È stata un’esperienza che mi ha arricchito molto e mi ha lasciato un bellissimo ricordo.

Ultima domanda, un sogno nel cassetto?
Essendo un po’ scaramantico faccio fatica a dirlo a dirlo, ma sono sicuro che ve ne accorgerete presto. Posso dire che nel cassetto c’è tanta musica, amore e vita.

 

photographed by Massimiliano Gallus
styling Chiara Colzani
grooming Davide Marrone @studiorepossi
fashion director Carlo Alberto Pregnolato
casting Michele Bisceglia
talent Dustin Phil @IMG